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03'12'03... Attraverso il villaggio Orkadiere in Senegal, al calar del sole vengo invitato da un giovane che si chiama Lamin Diop a casa sua con ca. 30 fratelli e sorelle, anche tra loro si chiedevano in quanti sono e non sapevano precisamente quanti fratelli erano in tutti, peggio ancora sarebbe di chiedere il numero di nipotini. Il giorno dopo proseguo per Bakel. Delle volte evito i villaggi per non essere la notizia del giorno oppure anche dell'anno, mi faccio la mia spaghettata e i miei conti con lo spazio e i suoi suoni di uccelli, insetti, ramoscelli, aria e silenzio con santa pace.
09'12'03... Arrivo a Segalaba-MALI e vado direto al centro del villaggio per chiedere dove abita il chiff del villagio e di colpo tutti quelli che si trovavano in questo posto, che faceva anche da mercato del villaggio si sono messi con fretta e furia, da vicolo a vicolo mentre stanno cercando di spiegarmi qualcosa che riguarda turist... ?un'altro ?turist?... mi portano dal capo, Sig. Konare, cioè, uno della famiglia del primo presidente del Mali ed attualmente presidente dell'AU -Africa Union. Beh, dopo che ha subito accolto la mia richiesta per il dormire; mi ha portato una camera mentre stava cercando di spiegarmi dell'altro ospite che avevano quella sera anche lui con la bicicletta. Chi ti vedo?!?! Un'altro ciclista francese che abbiamo fatto vari tratti di qualche giorno o ore insieme al di dentro e alla fine da Dakhla in poi, poi ci siamo lasciati perche lui andava molto più veloce di me... ed eccoci rincontrarci dopo circa 2000km di distanza dall'ultima volta. Insomma dopo questa bella sorpresa con in suoi abbracci e sorrisi con gli incontri di storia che ci siamo raccontanto. Come solito riguardo l'ospitalità di questa gente, ci hanno fatto sapere che era pronto l'acqua e ci hanno portato ciasc'uno a suo momento al bagno. Fatto il buon rinfresco con addosso tutto pulito, ci hanno chiamato per la solita cena, kus-kus, che non mi è affatto dispiaciuto anzi con tutta la carne dentro era ancora più buona. Finito la cena arriva il te, sempre giosamente parlando di vare storie, compreso il padrone e tre altri forse amici o familiari; incominciamo sentire suoni di tamburi non tanto distante da dove ci trovavamo è così ci viene lavoglia di curiosare, anzi da parte sentivo molta attrazione per i suoni. Siamo stati accompagnati dagli ospitanti nel contempo via facendo ci spiagavano che normalmente è uno dei passatempi della gente del posto gli viene la voglia ogni due tre sere della settimana. Arriviamo in un piccolo piazzale con una 80/100 persone accerchiti a grande fiammate di fuoco al centro e i danzanti tra le fiammate e le persone che battono le mani con applausi con un estremo suono di tre diversi forme di tamburi. Vedo solo donne a ballare e chiedo il perchè ai nostri accompagnatori e mi dicono che è per il tipo di suono che viene dal tamburo vale solo per le femmine e non per i maschi. Quasi tutto il vallaggio si trovano attorno, col va e viene dei suoni di tre tamburi a ritmiche battiti e voluminpose suoni, dove contemporaneamente abbaglia grande fiammata in tutto il cerchio per le ammasse manate di paglie buttate sul fuoco in seguito al sollevamento dei suoni. Al ce la 'maestra' della sala col suo bastoncino per tenere l'ordine e spazio del cerchio. Vedo delle volte che codesta 'maestra' prendere a bastonate e tirar fuori dal cerchio per i cappelli ogni volta una delle ballerine; specialmente quelle che mi sempbrano più vigorose, gioiose, girando su sestessa sfrenatamente nello spazzio. Chiedo il perchè di queste bastonate, mi dicono che è solamente per una seplice serata di ballo è non serate spirituale, perciò vengono frenate prima di entrare in 'trance'. In ogni modo, a dir la verità, sono stato preso di cuore dalla serata, completamente 'spazioso' non decifrabile. Il giorno dopo preseguo sulla solita orribile pista rocciosa e scalata 'traballante' e mi rimango altri 60 km che durerà altri due giorni di battoste sul sedere e tutto il resto del corpo compreso il portatile, la bicicletta che sta andando a pezzi e non é possibile trovare i suoi pezzi in questa zona dell'Africa perciò; è da modificare tutto e 'africanizzarla'; perché non potrei mai farla corrispondere alle altre biciclette appositamente preparate per viaggi trans-continentali come la Villoiger della Svizzera oppure del Ciclo Camping International o del Rando Cycles della Francia, sono quelle che li sto incontrando e mi fanno sentire vergogna della DECLATHON (fa la forma)... da suppermercato che mi hanno 'sponsorizzato'.
11'12'03... A Sandarè ca. mezzodi, mi fermo dalla gendarmeria e dopo la solita introduzione mia e motivo di viaggio, ricevo subito il rinfresco poi il famoso te del west-africa, il bagno e lo spazietto sotto l'albero più ombreggiato, poi mentre mi sto rillassando, uno di loro faceva la raccolta dei ventesimi che avevano in tasca di 5/6 di loro e lo ricevo un gruzzolo di soldi ca. 4500 CFA raccolti tra i poliziotti e il loro capo sig. Togola; questo non so come commentarlo ma mi è da sorpresa perché anche nel villaggio della sera seguente ho avuto quasi la stessa accoglienza e 1000 CFA di solidarietà dal 'chef' del villaggio Kanara, sig. Amare Diallo
0?'12'03... Sono a Didieni devo fare la strada con pietra e sabbiarossa battuta di 176 km a Diema, é preferibile pedalare sulla pista per i pedonali e carretti tirati da tre asini uno accanto quasi appoggiati uno sull'altro, con al centro il più grande dei due piccoli da allievi. Cerco di battere con massima voglia e coraggio tutta la panorama che mi affaccia, più pianura che montagne ma pista... e la bici continua lamentarsi di più. Al calar del sole dopo due giorni di sacrificio pedalata e fatto solo 80 km con il cambio della bici non funzionante, di colpo viene nominato il mio nome 'Yiusuf' è 'il nome con cui mi faccio accogliere meglio nella zona' dalla finestra di un pulmino che sta per sorpassarmi, alzo la mano tra segno di saluto e suppliche (fermatevi, fermatevi nel mio silenzio)... e si erano fermati. Gli ho detto del mio problema e mi hanno subito offerto il passaggio con la mia bici, tutto veloce mi hanno fatto buttare la bicicletta con tutto il carico nel cassone di dietro. Via facendo nel buoio assoluto, l'aiutista con l'altro mio conoscente facevano la caccia con massima velocità abbagliando la luce sui conigli e accecandoli venivano colpiti da questo gigante pulmino, poi il compagno salta col coltello, prende il coniglio gli taglia la testa e lo butta nel cassone. Lungo questa caccia al coniglio, la mia 'povera' bicicletta impachettata con tutto il suo carico compreso il LapTop senza nessuna fermaglio, sta svolazando da una parete all'altra anzi delle volte sento o vedo dal finestrino dietro le mie spalle, i colpi sul pavimento fino quasi al soffitto del pulmino. Dopo 100 km siamo arrivati tarda notte a Diema, è un crocivia per i camionisti e non si dorme mai, anzi il villaggio sopravive solamente da questo traffico di camion. Abbiamo mangiato da uno delle bancherelle che non chiudono mai, poi sono stati fritti nell'olio i due conigli presi nelle pericolose corse alla carne. Io ho deciso di rimanere a Diema e riparare la bici, invece di continuare a far sbattere a pezzi le mie care cose.
17'12'03... Bamako, arrivo con tanta gioia su strada tutta asfaltata di 120 km. Bamako da capitale ha la sembianza di un grandissimo villaggio, da per tutto ci sono bancherelle con tanta musica e altoparlanti dalle finestre. Tutti i passanti con la radiolina appeso al braccio; difatti le mie prime tre serate sono stato a un concerto di musica organizzato da franco-maliani 'danse Bamako danse' fatto nel palais de la culture; era bellissimo da vedere facendo anche tanta conoscenza compreso uno del giornale nazione con intervista e fotografie riguardo il mio viaggio. Il dormitorio dove mi trovo, mi ha fatto un buon sconto per solidarietà, si chiama 'Alfaruk Guest House' dove si trovano vari viaggiatori certi come lo svizzero Norbert Huser anche lui in bicicletta di Niederrohrdorf. Sta facendo il giro del Mondo compreso la traversata dell'Africa e quattro anni già trascorsi nella traversata delle due americhe. Poi ci sono quelli che arrivano con trasporti locali, col treno Dakar-Bamako o l'occasione di un passagio 'che é molto raro'; ma lo strano è che la maggiorparte tra questi 'avventurieri' sono svizzeri, non ho mai visto così tanti in tutti i miei 30anni di viaggi in Africa, e poi c'è un cecco Radek, anche lui in bici facendo il giro del west-Africa ha già fatto il Senegal e Guinea Konakri, quest'ultimo e un bellissimo paese con foresta ancora vergine. Mi piace la loro compagnia e di tutti gli altri in quel piccolo dormitorio che ci troviamo, é di massima fiducia come tutto il resto del Mali. È un paese che conta molto sull'onestà e la pace. Dal portone d'entrata dell'abitazione al salone con tre tende dentro compreso la mia e tutta la nostra proprietà includendo il mio portatile sparse in giro, inoltre le altre tre camere quasi sempre aperte. Ho avuto il visto per il Burkina Faso in mezza giornata con la stampa 'visa gratuit' per la Solidarietà Somala. Sono indaffarato su queste pagine solamente con i battiti dei miei due ditoni con tanta noiosa lentezza; mi dispiace che non posso abbellire con le foto di questo tratto di ca. 1000 km che veramente é la parte più bella e interessante. Poi come ho già detto, sono al momento e posto giusto di 'africanizzare' la mia bici.- A questo punto vorrei ancora dire GRAZIE DI CUORE a tutti i miei sostenitori e a tutti quelli che stanno seguendo la mia pedalata. Ringrazio per tutti i messaggi che ho ricevuto per e-mail e chiedo scusa a quelli che non rispondo direttamente, mi é difficile non sono veloce con i tasti per questo non posso stare in un cyber-caffé per tutto il tempo che mi richiede per rispondere individualmente perciò, vedete che vi sto aggiornando una 'particella' della mia pedalata con indescrivibili incontri, rifflessioni ecc... se vi è possibile lasciatemi un messaggio telefonico alla mia famiglia donna Anita tel. uff. 004191'9760777 - casa 004191'9703333.-

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