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4 elder's & not only
ACTUAL BIKE-RIDE
PROPOSAL...

After my past Solo Cycling Across Africa, I became addict of it but as far I can't afford financially for the second time, I propose easy & simple bicycle tour suitable for all the ages like my present 60's. From Switzerland to Kenya by legs.

X 60enni e non solo

PROPOSTA... ATTUALE IN BICI

Dopo la mia biciclettata solitario attraverso l'Africa, sono diventato a dedito ad esso ma giachè non posso permettermi finanziariamente, per la seconda volta. Propongo un bici-tour a tutte le età come i miei 60 anni attuali. Dalla Svizzera fino Kenia a tappe.

pace - nabatLE MIE PRESTAZIONI

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INTRODUZIONE GENERALE DELLA SOMALIA

COPIATO DA:... http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_03/Africa1/Somalia_3liv.htm

La Somalia è uno stato dell'Africa orientale affacciato a Nord al golfo di Aden, a Est all'Oceano Indiano e confinante con la Repubblica di Gibuti a Nord-Ovest, con l'Etiopia a Ovest e il Kenya a Sud-Ovest. Nato nel 1960 dalla fusione dell'ex Somalia italiana e dell'ex Somalia inglese, l'odierno stato è la risultanza di un movimento pansomalo che, superando le spartizioni coloniali, ha cercato di dare unità a tutte le genti stanziate nell'arco di terre esterne all'Etiopia, culminante nel cosiddetto “corno d'Africa” e che si sentono accomunate dal punto di vista etnico e religioso. Lo Stato, già Repubblica parlamentare in base alla Costituzione del 1º luglio 1960, a seguito del colpo di Stato del 21 ottobre 1969 è divenuta una Repubblica socialista rimanendolo fino al dicembre 1992, allorché un'insurrezione ha costretto il dittatore Siad Barre all'abbandono del potere e alla fuga.La presidenza della Repubblica, assunta ad interim da Ali Mahdi Mohammad, non è stata unanimemente riconosciuta da tutti i gruppi di guerriglia: lo Stato della Somalia, virtualmente dissolto dalle contrapposizioni etniche, tentava di avviare un processo di strutturazione istituzionale peraltro inficiato dal riesplodere delle rivalità tra clan. Il paese si estende per 637.305 km2 e ha una popolazione di 7.489.000 (stime 2001); capitale è Mogadiscio. Lingua nazionale, e l'unica usata negli negli scritti ufficiali, è il somalo; sono altresì ampiamente parlati l'inglese, l'italiano e l'arabo. Religione pressoché universalmente professata è la musulmana.


MORFOLOGIA E CLIMA
Il Paese occupa la sezione più orientale del continente africano (il cosiddetto “corno d'Africa” tra il golfo di Aden e l'Oceano Indiano) e rappresenta dal punto di vista geologico e strutturale

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Territorio desertico
la fascia marginale della regione etiopica. Il territorio poggia su un imbasamento di rocce cristalline, che raramente però affiorano, in quanto è quasi ovunque ricoperto da strati sedimentari, mesozoici e cenozoici; rilevanti sono ovunque le manifestazioni dell'attività erosiva. La sezione maggiore del Paese (Migiurtinia, Mudugh, ecc.) è formata dal lievissimo digradare degli altopiani etiopici che via via cedono il posto, verso Sud, a estese pianure costituite da depositi neozoici e da strati alluvionali recenti. A partire dalla valle del Nogal la fascia litoranea, pianeggiante, si amplia; lungo le coste (Mudugh, Benadir) si hanno formazioni dunose, che nell'Oltregiuba sono fronteggiate da un festone di isolotti.

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Uebi Scebeli
Anche idrograficamente la Somalia rappresenta l'estrema orlatura dell'Etiopia; i due unici grandi fiumi del Paese, il Giuba e l'Uebi Scebeli, sono alimentati dall'altopiano etiopico, da cui scendono percorrendo lunghe e ampie vallate, sicché alla Somalia spetta solo il loro tratto inferiore. L'Uebi Scebeli, specialmente, considerato il maggior fiume dell'Africa orientale, ha un bacino esteso e una portata notevole, benché sia soggetto a un regime nettamente torrentizio; esso confluisce nel Giuba dopo un lungo percorso parallelo alla costa, a causa di allineamenti dunosi che ne impediscono lo sbocco nel mare. Per il resto si hanno modestissimi corsi d'acqua che incidono il tavolato della Migiurtinia con un un letto quasi sempre asciutto.

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Paesaggio tipico somalo
La “mesopotamia” formata dall'Uebi Scebeli e dal Giuba costituisce la parte geograficamente più importante della della Somalia e ciò non solo per la presenza dei due fiumi, ma anche per le migliori condizioni climatiche di cui gode. Si hanno qui le precipitazioni più abbondanti di tutto il Paese (tra i 250 e i 500 mm annui) in generale aridissimo, specie nella sezione settentrionale (da 100 a 250 mm annui).

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Paesaggio desertico
L'aridità deriva dalla posizione della Somalia, che resta parzialmente estranea alla circolazione monsonica: i venti infatti spirano da Nord-Est a Sud-Ovest e viceversa, pressoché paralleli quindi alla costa. Così il monsone umido meridionale, che si manifesta d'estate, lambisce marginalmente il Paese e arreca perciò limitati benefici; le piogge relativamente più copiose si verificano nei periodi di transizione, soprattutto di primavera, e sono dovute a scambi d'aria a corto raggio tra mare e terra, analoghi alle brezze. Le temperature, data la posizione equatoriale del Paese, sono elevate, benché l'azione mitigatrice del mare si faccia sentire sulla costa: a Mogadiscio si hanno oscillazioni annuali tra i 25 e i 27 ºC, mentre nell'interno la media annua supera 30 ºC.
GEOGRAFIA UMANA
Una larga parte di Somali, specie nella Migiurtinia e nella Somalia ex britannica, mantiene il nomadismo, compiendo spostamenti pendolari con armenti di capre e pecore, o anche di bovini. Molti però sono oggi sedentari e praticano non solo l'agricoltura tradizionale africana, vivendo in villaggi di capanne circolari (mondul) col tetto e le pareti di paglia, ma anche anche

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Mogadiscio
l'agricoltura di piantagione. La loro islamizzazione ebbe inizio già nel nel sec. VII e ciò perché le coste somale furono sempre aperte ai contatti con con la Penisola Arabica: assai prima peraltro le avevano esplorate gli antichi antichi Egizi, che vi acquistavano incenso e altri aromi, come anche i Greci e i Romani.
Il Paese, tranne che alcune città della costa dove le migliori condizioni climatiche consentono uno sfruttamento più intenso del suolo, non è mai stato molto popolato.

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Mercato Brava
I centri più importanti sono Mogadiscio, Chisimaio, Merca, Hargeisa che si sono notevolmente accresciuti dopo l'acquisizione dell'indipendenza. Mogadiscio in specie è una città che per le sue funzioni di capitale e di massimo porto del Paese, sede altresì delle principali industrie, ha assunto dimensioni notevoli. D'antica origine, già importante centro religioso e politico nel sec. XIII e vivace sbocco sull'Oceano Indiano, decadde quando i Portoghesi, a partire dal sec. XV, monopolizzarono i commerci di tale tratto della costa africana; si riprese da un secolare abbandono solo dopo che l'Italia l'acquistò, nel 1892, dal sovrano di Zanzibar, e mostra perciò un volto in genere moderno, con vari edifici in stile arabizzante, ma per la maggior parte d'impronta decisamente occidentale.

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Uomo in stato di malnutrizione
Gli altri centri portuali sull'Oceano Indiano, tutti a Sud di Mogadiscio, sono Merca, città assai antica ma il cui sviluppo è iniziato con l'introduzione nel suo retroterra delle piantagioni di banane, Brava, con numerose vestigia della passata dominazione araba, e Chisimaio, ottimo porto (gli nuoce però la posizione eccentrica, essendo situato all'estremità meridionale del Paese), largamente adibito all'esportazione di banane, ma anche all'attività peschereccia. All'interno, nella “mesopotamia” e lungo il corso dell'Uebi Scebeli e del Giuba, vi sono importanti centri agricoli, tutti di sviluppo recente, come Giamama (ex Margherita, sul Giuba), Coriolei e Afgoi, sull'Uebi Scebeli, e Giohar, con alcuni stabilimenti industriali. Nel Nord, per lo più terra di nomadi, le principali città sono Berbera, buon porto sul golfo di Aden, e Hargeisa, vivace mercato in un'area prevalentemente pastorale, sull'orlo rialzato dell'altopiano.
ECCONOMIA
Al momento dell'indipendenza (1960) la Somalia, poverissima di risorse naturali e abitata quasi interamente da nomadi dediti soprattutto all'allevamento, presentava le tipiche caratteristiche di un Paese che era stato sino ad allora soggetto al dominio coloniale. Erano state realizzate alcune infrastrutture di base (lavori di canalizzazione e altre opere irrigue,
apertura apertura di strade, migliorie al porto di Mogadiscio, ecc.) ed erano stati istituiti taluni, sia pur modesti, “poli di sviluppo” con la creazione di comprensori agricoli sperimentali. Tuttavia tali iniziative avevano interessato unicamente limitate aree geografiche, lungo il Giuba e l'Uebi Scebeli, e il processo di sedentarizzazione e di miglioramento economico, da esse innescato ,aveva riguardato un numero davvero esiguo di Somali. I primi radicali programmi governativi di “rifondazione” delle strutture economico-sociali del Paese risalgono solo al 1970, dopo che nell'ottobre dell'anno precedente la Somalia si era istituita in Repubblica socialista. Il nuovo regime si poneva come obiettivi il raggiungimento dell'autosufficienza attraverso l'adozione di tecniche più facilmente adattabili alle condizioni della della società locale, ancora fortemente radicata in quadri di vita tradizionali, il potenziamento delle aree rurali, avviava il censimento di uomini a capi di bestiame, estendeva l'alfabetizzazione e l'assistenza sanitaria, e soprattutto stimolava il processo di sedentarizzazione. La terribile siccità degli anni 1973-75 indusse dei mutamenti nei programmi di sviluppo e favorì un più massiccio intervento della cooperazione e dei finanziamenti internazionali che concentrarono investimenti significativi nel settore secondario al fine di costituire una struttura industriale di base controllata dallo Stato e soprattutto nel campo delle infrastrutture(dighe, canalizzazione, bonifica territoriale, vie e strutture di comunicazione, ecc.).
La seconda parte degli anni '80 ha visto un sensibile deterioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione, a seguito dell'adozione di rigide misure di austerità, del blocco dell'erogazione degli aiuti dall'estero (contro la violazione dei diritti umani da parte del regime),nonché dell'esplosione della guerra civile nelle regioni settentrionali del Paese (1988), che ha provocato l'emigrazione di ca. 400.000 persone in Etiopia. Le vicende seguite alla caduta del regime hanno accentuato le condizioni di povertà della Somalia, che già disponeva di un prodotto nazionale pro capite pari a soli 170dollari: profondamente colpita l'agricoltura ed essenzialmente cessate le attività industriali, per la maggioranza della popolazione è tornato a presentarsi il problema della fame, solo temporaneamente risolto dall'intervento militare internazionale. Presidiato il territorio da parte delle forze dell'O.N.U. in forma discontinua e ancora aperte le questioni della pacificazione nazionale e dei rapporti intertribali, l'economia somala è in larga parte regredita alla dimensione locale delle proprie strutture tradizionali e una sostanziale dipendenza dall'estero per gran parte delle proprie esigenze, sperimentando, al di fuori di tali condizioni, il prosperare di attività illegali spesso a sostegno dei gruppi in conflitto.
TRASPORTO E COMMERCIO
Le vie di comunicazione sono gravemente deficitarie: non esistono ferrovie e le strade, per quanto inadeguate (spesso si tratta delle antiche carovaniere parzialmente riadattate), sopportano tutto il traffico che fa tuttora ampio ricorso per i trasporti agli animali da soma. È in atto però un vasto programma di potenziamento della rete stradale che, grazie a vari finanziamenti internazionali, dovrebbe in breve raccordare tutti i principali centri del Paese.

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Porto di Mogadiscio
Fondamentale via di comunicazione è la superstrada Belet Uen-Burao, che è stata costruita con l'aiuto cinese e aperta al traffico nel 1978; il collegamento Burao-Berbera, terminato nel 1981, è stato invece finanziato dagli Emirati Arabi Uniti. Anche le attrezzature dei principali porti (Mogadiscio, Chisimaio e Berbera) sono state potenziate con aiuti stranieri; in particolare nel 1977 è stato completato l'ampiamento del porto di Mogadiscio grazie ai finanziamenti dell'I.D.A. (Associazione per lo Sviluppo Internazionale) e della C.E.E. Sono state incrementate anche le comunicazioni aeree (compagnia di bandiera è la Somali Airlines); oltre che sull'aeroporto internazionale di Mogadiscio, la Somalia può contare sugli aeroporti di Hargeisa, di Baidoa e su altri sei di minor traffico. I commerci interni hanno scarso rilievo, data la prevalente struttura produttiva di autosussistenza. La bilancia commerciale ha un passivo molto pesante (a seconda degli anni le esportazioni coprono da un terzo a metà delle importazioni); gli scambi si svolgono soprattutto con l'Arabia Saudita per quanto riguarda le esportazioni, con l'Italia per le importazioni.
AGRICOLTURA, ALLEVAMENTI E PESCA
Ben il 70% della popolazione è dedito all'allevamento e a un'agricoltura in gran parte di sussistenza. L'arativo e le colture arborescenti coprono l'1,6% del territorio nazionale; nell'ambito della modestissima superficie agraria si ha una distinzione

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Mais
piuttosto netta fra aree occupate da colture alimentari di immediato consumo, per lo più locale, e aree destinate all'agricoltura commerciale. Il governo ha dedicato particolare attenzione al potenziamento del settore agricolo nel suo complesso, incoraggiando tra l'altro le forme di conduzione collettivistiche, ma il Paese è ben lungi dall'aver conseguito l'autosufficienza alimentare. Le tradizionali colture sono rappresentate dal sorgo e dal mais (complessivamente 6 milioni

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Sorgo
milioni di q), dalla manioca, da taluni prodotti ortofrutticoli (fagioli, ananas, ecc.), da datteri e da alcune oleaginose (arachidi, sesamo). L'agricoltura commerciale continua a essere limitata a poche aree lungo il Giuba e l'Uebi Scebeli (aree che possono disporre di un'irrigazione permanente) ed è gestita dallo Stato in vaste piantagioni che producono banane (1,1 milioni di q), canna da zucchero e, in minor misura, cotone. Le foreste rivestono il 14,2% della superficie territoriale, ma per lo più sono rappresentate da boscaglie povere di essenze utili e danno modesti quantitativi di legname (meno di 7 milioni di m3

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Mirra
all'anno; forniscono anche gomma arabica e due prodotti tipicamente somali, l'incenso e la mirra. Il governo ha destinato cospicui investimenti al settore zootecnico; tale settore, che può contare su vasti spazi (oltre il 67% del territorio) a prato e a pascolo permanente, è tuttora l'unica fonte di sussistenza della stragrande maggioranza della popolazione, costretta però, per la scarsità d'acqua, a un'estenuante transumanza. Il patrimonio zootecnico, ricostituito dopo le decimazioni dovute alla siccità, è oggi nuovamente considerevole; è composto in prevalenza da caprini (21 milioni di capi), ovini (13,8 milioni) e cammelli (6,8 milioni), ma comprende anche un discreto numero di bovini (5 milioni), diffusi nelle zone meno aride, prossime ai fiumi. Il governo ha posto altresì attenzione al miglioramento del settore ittico; si catturano in media 18.200 t annue di pesce.
RISORSE MINERARIE E INDUSTRIA
Prospezioni geologiche, condotte a partire dagli anni Settanta, hanno già rilevato la presenza di alcuni giacimenti di manganese, uranio, rame, zinco, stagno, ecc., mentre per il petrolio le ricerche iniziate nel 1975 hanno sinora dato risultati modesti: alla fine degli anni Ottanta sono comunque stati siglati accordi per lo sfruttamento degli idrocarburi. Al momento, tuttavia, il Paese può contare solo sulle saline di Gesira, presso Mogadiscio, dalle quali si ricavano annualmente ca. 30.000 t di sale. La produzione di energia elettrica è pari a 258 milioni di kWh annui, tutti termici. L'attività principale dell'industria è quella saccarifera, operante soprattutto a Giohar (la produzione complessiva è di 250.000 q di zucchero all'anno); è seguita per importanza da quelle della lavorazione delle pelli e del cuoio (concerie, calzaturifici) e della conservazione delle carni; si hanno inoltre oleifici, saponifici, aziende lattiero-casearie, conservifici del pesce, piccoli stabilimenti siderurgici e meccanici, nonché una raffineria di petrolio costruita a Mogadiscio nel 1979.
ISTRUZIONI
Nel 1972 tutte le scuole private sono state nazionalizzate ed è stato introdotto lo studio del somalo scritto. L'educazione primaria è gratuita e, ufficialmente, obbligatoria per tutti i ragazzi dai 6 ai 14 anni.

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Bambine somale mentre studiano
L'educazione secondaria inizia all'età di 14 anni e si conclude a 18. Un programma di riordino del sistema scolastico è stato varato nel giugno 1990, dando particolare rilievo alla formazione degli insegnanti. L'istruzione superiore è impartita presso la Somali National University (1959), con sede a Mogadiscio, e in alcuni istituti specialistici. In base a recenti stime la percentuale di analfabeti è del 76% (1990). Nel Paese si pubblica un solo quotidiano, Hidigta October, in somalo; sono settimanali Heegan(in inglese) e Horseed (in italiano e arabo). Come la stampa, anche il servizio radiotelevisivo è statale: vi sono ca. 345.000 apparecchi radio, mentre i televisori sono ca. 2850.

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